La leadership infermieristica nella pratica clinica: Efficacia e impatto sui Nursing Sensitive Outcomes. Studio correlazionale trasversale multicentrico.

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Con il patrocinio e il sostegno del Centro di Eccellenza per la Cultura e la Ricerca Infermieristica (CECRI) dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma.

 

Diversi studi hanno messo in evidenza quanto la leadership del capo abbia un ruolo fondamentale nel determinare le dinamiche nelle organizzazioni (1). Il clima organizzativo influenza indirettamente le performance dei lavoratori (2), tanto che la qualità delle prestazioni erogate ne risente (3). Nel mondo sanitario diversi sono i leader a cui i professionisti coinvolti nei processi di cura si possono affidare ed ispirare; un esempio sono i direttori generali delle aziende, i direttori delle professioni sanitarie, i coordinatori fino ad arrivare ai case manager delle singole equipe di cura.

Tra i diversi stili di leadership, quello etico ed autentico risultano essere maggiormente aderenti a contesti di lavoro in salute (1,4), ed assumono un ruolo fondamentale rispetto ai comportamenti agiti dai lavoratori e alle loro performance (1,5,6). Infatti è stato dimostrato che un buon leader è colui che ha specifici tratti di personalità, quali onestà e integrità morale, è in grado di adottare comportamenti professionali, curati ed affidabili (7,8). Nel settore infermieristico, recentemente è stato messo in luce quanto lo stile di leadership del capo sia determinante nel promuovere un clima organizzativo positivo che, conseguentemente, porta gli infermieri ad agire comportamenti in linea con gli outcome richiesti (9). Tutto ciò è associato a diversi indicatori di benessere organizzativo (e.g. burnout, soddisfazione lavorativa, intenzione di lasciare il lavoro) (10), e correlato ai Nursing Sensitive Outcomes (NSO), che si manifestano attraverso la qualità dell’assistenza fornita ai malati e dagli esiti di cura (11).

A tal proposito, numerosi modelli teorici sono stati proposti nel tentativo di spiegare il benessere/malessere psicologico dei lavoratori in relazione all’ambiente di lavoro. Un esempio è dato dal Job Demand-Resources model (JD-R) di Bakker e colleghi (12), che spiega come le caratteristiche del contesto organizzativo, possano costituire fonti di stress lavoro correlato e portare i lavoratori a provare strain (13), ridotto stato di salute (14), rischio di esaurimento emotivo (15), burnout (16), disturbi psicosomatici (17) e insoddisfazione lavorativa (18,19). Al contrario, laddove queste fonti di stress sono controllate, gestite e ove possibile ridotte, i lavoratori sono più motivati ed implementano migliori performance (20,21).

Alla luce di ciò, una delle principali sfide con cui i manager delle organizzazioni si devono confrontare (22), è proprio il governo degli ambienti di lavoro, i cui fattori stressogeni potrebbero avere ripercussioni sugli operatori, aumentando il tasso di assenteismo (23), incrementando la disaffezione nei confronti dell’organizzazione (24), riducendo la qualità di vita e la salute dei lavoratori (25,26) nonché un ruolo determinante nella qualità delle cure offerte ai malati (27). Invece il leader che riesce a governare correttamente il contesto organizzativo promuovendo e mantenendo il benessere organizzativo, genera negli infermieri soddisfazione lavorativa (28), commitment (29,30) ed engagement (31,32), portandoli ad agire comportamenti e performance in linea con gli obiettivi assistenziali. Viene così migliorata la qualità delle cure e la sicurezza offerte ai pazienti (33), anche in termini di inferiore mortalità (34–36). Tutte queste dinamiche sono note alla comunità scientifica da molto tempo. Infatti, già dagli anni ’50 la stessa organizzazione mondiale della sanità (OMS) poneva l’attenzione sulla promozione e il mantenimento della salute e della qualità di vita dei lavoratori, attraverso il miglioramento dell’ambiente di lavoro (37). Nonostante i risultati di alcune revisioni sistematiche della letteratura supportano la teoria secondo cui migliori ambienti di assistenza infermieristica siano associati a migliori esiti dei pazienti (38), la comunità scientifica risulta ancora scettica su tale fenomeno (39).

Alla luce di quanto esposto, comprendere queste dinamiche è di fondamentale importanza per i manager delle aziende sanitarie, per i dirigenti delle professioni infermieristiche e per tutti gli addetti ai lavori. Intervenendo in modo proattivo sulle criticità, potrebbero migliorare gli ambienti di lavoro (40), aumentare la salute degli operatori (41) e indirettamente si potrebbe incidere sulla qualità degli esisti assistenziali (42,43), ivi compresi la mortalità, il tasso di re- ospedalizzazione, le giornate di degenza e le infezioni nosocomiali (44–48). Tra l’altro, questo dibattito, che riguarda tutti gli attori dei contesti di cura, risulta essere estremamente acceso ed attuale, perché potrebbe mettere a disposizione della comunità scientifica, degli stakeholder e più in generale delle organizzazioni sanitarie, nuove opportunità di intervento per migliorare la le cure offerte ai malati.

L’obiettivo principale dello studio è indagare la relazione esistente tra la leadership infermieristica, il benessere organizzativo e gli esiti sugli infermieri e sui malati.

Risultati attesi:

Dai risultati dello studio ci si attende di verificare se la leadership determini un cambiamento dei livelli di soddisfazione, stress, burnout, commitment ed engagement degli operatori. Ci aspettiamo che questi risultati, a loro volta, incidano in modo significativo sulle emozioni degli operatori, condizionando le loro scelte (in termini di intenzione di lasciare il lavoro o di richieste di trasferimento in altre strutture) e le loro performance. Il cambiamento della qualità delle performance degli operatori avrà un effetto determinante sugli esiti sensibili alle cure come mortalità, tasso di riospedalizzazione, infezioni nosocomiali e degenza media.

I risultati dello studio consentiranno di chiarire alcuni aspetti riferiti alle variabili in studio e alle loro interazioni ancora poco indagate. Inoltre, per la prima volta sarà possibile verificare la relazione tra la leadership, le variabili organizzative e gli esiti clinici, importanti per la comunità scientifica e più in generale per tutta la popolazione.

Per Partecipare, leggi i documenti del Progetto:

Sinossi_LEADERSHIP

Progetto LEADERSHIP

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